La fibra è arrivata in via ma in casa non entra: cosa manca

Secondo le stime, a Paese la fibra è arrivata vicino a nove famiglie su dieci. Ma se fra strada e casa manca il passaggio, in casa non entra: cosa guardare.

di Danilo Mazzone, Cablomaz (Paese) · pubblicato il

Lettura: 5 minuti

Il gestore ti dice che al tuo indirizzo la fibra c’è. Arriva il tecnico, guarda il pozzetto in strada, guarda la casa e ti dice che così non si può fare. Può essere che la fibra ci sia davvero, e che manchi solo la strada per farla entrare: il pezzo fra il confine e la casa, che sta dentro la tua proprietà.

La fibra deve arrivare fino a casa mia, o si ferma prima?

Le mappe dello Stato guardano fino al cancello. Infratel, la società pubblica che segue i piani dello Stato per la fibra, nella relazione sulla mappatura delle reti scrive che una casa si considera raggiunta se, quando chiedi la linea, te la attivano entro quattro settimane e senza costi in più o straordinari. Ma scrive anche come si conta: un indirizzo risulta coperto quando la rete arriva al confine della proprietà privata. Le mappe, quindi, non dicono se fra il cancello e la casa il passaggio c’è.

Anche i numeri vanno presi per quello che sono. Secondo le stime dell’Autorità per le comunicazioni al 30 giugno 2026, a Paese la fibra che arriva fino alla presa di casa raggiunge il 92,4% delle famiglie. È un conto fatto a quadrati di cento metri: basta un punto servito perché le famiglie di quel quadrato risultino raggiunte. Vuol dire che la rete è lì vicino, non che il cavo sia già entrato in casa tua.

Dove passano i cavi della fibra, dal pozzetto alla presa

Dal pozzetto in strada il cavo attraversa il giardino o il cortile, entra nel muro e arriva al punto dove si monta la presa, la scatoletta che i tecnici chiamano borchia. Se dal pozzetto alla casa c’è un tubo libero, il cavo passa lì dentro. Il guaio comincia quando il tubo non c’è, non è adatto o è ostruito.

Se abiti in una casa singola o in una bifamiliare, fra il cancello e la porta c’è spesso un pezzo di cortile o di giardino da attraversare. E a Paese le case sono in gran parte così: al censimento del 2011 quasi nove edifici di abitazione su dieci avevano uno o due interni soltanto.

L’obbligo di costruire le case già pronte per la fibra, con gli spazi per gli impianti e un punto dove chi porta la rete si può attaccare, vale solo per quelle nuove, o ristrutturate col permesso di costruire, con la domanda presentata dopo il 1° luglio 2015. Nelle altre il passaggio può esserci oppure no.

Chi fa il lavoro dentro la mia proprietà?

Qui nasce l’equivoco: si pensa che chi porta la fibra faccia tutto, fino alla presa. Open Fiber, una delle società che posano la rete, nelle risposte ai clienti scrive un’altra cosa. Per entrare in casa usa, dove possibile, tubi e condutture che esistono già, e non fa lavori edili dentro la proprietà privata. Se il tecnico trova un passaggio non adatto o ostruito ti suggerisce la soluzione, e per le opere che servono ti rivolgi tu a un’impresa di tua fiducia. Poi il tecnico torna e attiva la linea. Le altre società possono avere regole diverse: chiedilo a chi ti vende la linea.

A volte la fibra nel comune è arrivata e quello che manca è proprio il raccordo fra l’esterno e la casa: è lì che possiamo intervenire noi. Come far passare il cavo, e cosa serve, si vede sul posto.

Dalla presa in poi, la rete di telefono e dati di casa è, per il decreto sugli impianti del 2008, un impianto come quello della corrente. Per questi impianti noi siamo abilitati dal 2006: la ditta è nata quell’anno proprio come installatore per conto delle compagnie telefoniche.

Cosa guardare prima di firmare il contratto

Se il tecnico è già venuto e non ti ha allacciato, fatti dire cosa manca di preciso e da dove vorrebbe entrare in casa: sono le due cose che servono a chi deve fare il passaggio.

Se invece devi ancora firmare, bastano gli occhi e due domande al gestore.

  1. Chiedi al gestore se al tuo indirizzo arriva la fibra fino alla presa di casa, o solo fino all’armadio in strada. Ha l’obbligo di dirtelo: lo prevede il Codice delle comunicazioni elettroniche.
  2. Guarda da dove entra oggi in casa il filo del telefono: se arriva dall’alto, da un palo, o se sbuca da terra vicino al muro. E fagli una foto.
  3. Chiedi chi fa il passaggio dentro la proprietà, se manca. Se ti rispondono che si vedrà il giorno dell’installazione, quel giorno il tecnico può andarsene senza averti allacciato: conviene far guardare il passaggio prima.

L’attivazione si paga al gestore che scegli, e quanto lo decide lui. Il passaggio dentro la tua proprietà, quando manca, è un lavoro a parte: con le regole di Open Fiber lo affidi tu a un’impresa. Quanto viene si può dire solo dopo aver visto il posto: per questo il preventivo si fa dopo il sopralluogo.

E se abito a Istrana o a Volpago del Montello?

Lì c’è una domanda che viene prima. Con le stesse stime di giugno 2026, la fibra che arriva fino alla presa di casa raggiunge il 12,9% delle famiglie a Istrana e il 3,7% a Volpago del Montello. È un’altra cosa rispetto alla fibra che si ferma all’armadio in strada e fa l’ultimo pezzo sul filo del telefono. Prima di pensare al tubo in giardino conviene sapere se nella tua via ne arriva una, e quale: te lo dice il gestore, indirizzo alla mano.

Se da te la fibra è in strada e in casa non entra, mandaci su WhatsApp una foto del cancello e del punto dove entra il telefono, oppure chiamaci al 338 571 8213. Se il telefono da te arriva dall’alto, da un palo, diccelo: ci serve saperlo. Siamo a Paese, in Via Pola, e il lavoro è quello della pagina sulla fibra ottica.

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