In breve. I rilevatori a pila non toccano l’impianto e si fissano come dicono le istruzioni del produttore. Quelli collegati all’impianto elettrico li collega un elettricista; la valvola sul tubo del gas la monta un’impresa abilitata per il gas. Di solito si mettono in cucina, nella stanza della stufa o della caldaia e vicino alle camere. Se suonano si esce di casa e si chiama chi può intervenire.
In ottobre tornano accese stufe, camini e caldaie, e chi ci chiama ci chiede spesso un rilevatore. Le domande sono sempre le stesse: quale tipo serve, dove si mette, chi lo collega. Qui mettiamo in ordine le risposte, con una regola chiara: altezze e distanze le scrive il produttore, non le diamo a voce.
Che differenza c’è fra un rilevatore a pila e uno collegato all’impianto?
Il rilevatore a pila funziona da solo con la sua batteria; quello collegato prende corrente dall’impianto elettrico di casa e va installato da un elettricista.
Il rilevatore a pila è un apparecchio autonomo: si fissa al soffitto o al muro e non tocca i fili di casa. La pila va cambiata quando lo dice il produttore, e di solito l’apparecchio avvisa con un segnale quando la carica sta finendo.
Il rilevatore collegato all’impianto elettrico è alimentato dalla corrente, spesso con una batteria di riserva per quando la corrente manca. Alcuni modelli si collegano fra loro: quando suona uno, suonano anche gli altri. Altri modelli comandano una valvola sul tubo del gas o mandano il segnale a un pannello.
| Aspetto | A pila | Collegato all’impianto |
|---|---|---|
| Alimentazione | La sua batteria | La corrente di casa, spesso con batteria di riserva |
| Chi lo installa | Si fissa seguendo le istruzioni del produttore | Un elettricista, perché tocca l’impianto elettrico |
| Collegamento con altri rilevatori | Dipende dal modello | Possibile su molti modelli |
| Valvola sul tubo del gas | No | Possibile, montata da un’impresa abilitata per il gas |
Fumo, gas o monossido: quale rilevatore serve con stufa, camino e caldaia?
Dipende da cosa c’è in casa: il fumo riguarda tutti, il monossido chi ha fiamme accese, il gas chi ha un impianto a gas.
Sono tre apparecchi diversi, che sentono cose diverse. Un rilevatore di fumo non si accorge del monossido, e uno per il metano non è detto che vada bene per il GPL: il gas che rileva è scritto nelle istruzioni del produttore.
- Rilevatore di fumo: si accorge di un principio d’incendio, utile in qualsiasi casa.
- Rilevatore di monossido di carbonio: serve dove brucia qualcosa, come stufe a legna o a pellet, camini e caldaie.
- Rilevatore di gas: serve dove arriva il metano o il GPL, per esempio in cucina o vicino alla caldaia.
- Esistono anche apparecchi che uniscono più rilevatori in uno: cosa sentono lo dice la scheda del produttore.
In quali stanze si mettono di solito i rilevatori?
Di solito si mettono dove c’è la fonte del rischio e dove si dorme: cucina, stanza della stufa o della caldaia, corridoio delle camere.
Il rilevatore di gas si mette nella stanza dove c’è l’apparecchio a gas, come la cucina o il locale caldaia. Il rilevatore di monossido va nella stanza della stufa, del camino o della caldaia, e spesso anche vicino alle camere. Il rilevatore di fumo si mette di solito nei corridoi e nelle zone dove si dorme.
A che altezza e a che distanza da finestre, fornelli e angoli va messo lo scrivono le istruzioni del produttore. Le indicazioni cambiano col tipo di rilevatore e col gas che deve sentire: per questo non diamo misure a voce, le leggiamo sul foglio del modello scelto.
Chi collega un rilevatore all’impianto elettrico e chi lavora sul gas?
Il collegamento all’impianto elettrico lo fa un elettricista; la valvola sul tubo del gas la monta un’impresa abilitata per gli impianti a gas.
Il DM 22 gennaio 2008, n. 37, all’art. 1, vale per gli impianti degli edifici, fra cui quelli elettrici e quelli a gas. L’art. 8 dello stesso decreto chiede di affidare installazione, ampliamento e manutenzione straordinaria di questi impianti a imprese abilitate.
Quando veniamo a vedere dove collegare un rilevatore, guardiamo da dove può arrivare la corrente, come passano i fili nella stanza e se il modello scelto va collegato ad altri apparecchi. Se serve una valvola sul gas, quella parte la fa la ditta abilitata per il gas, e le due imprese si mettono d’accordo.
Cablomaz si occupa di impianti elettrici a Paese e nei comuni intorno, fino a Treviso. Il sopralluogo per il preventivo non si paga: prima veniamo a vedere, poi il preventivo.
Cosa si fa se il rilevatore di gas, fumo o monossido suona?
Si prende sul serio ogni allarme: si esce di casa e si chiama subito chi può intervenire, senza accendere niente.
Un allarme non si considera mai un falso allarme prima di aver capito cosa è successo. Che il rilevatore abbia sbagliato lo stabilisce il tecnico, non chi è in casa.
- Se suona il rilevatore di gas: niente fiamme, non si accendono né si spengono luci ed elettrodomestici.
- Si esce di casa con tutte le persone e gli animali.
- Da fuori si chiama il pronto intervento del proprio distributore del gas, il cui numero è scritto in bolletta.
- Se suona il rilevatore di fumo o di monossido: si aprono le finestre, si esce e si chiamano i soccorsi.
- Si rientra solo quando chi è intervenuto dice che si può.
Cosa raccontare all’elettricista se un rilevatore collegato dà problemi?
Servono il tipo di rilevatore, cosa fa di strano e da quando: bastano poche righe e, se possibile, una foto.
Un rilevatore collegato che emette un segnale breve e ripetuto, che non si accende o che fa scattare il salvavita, vale a dire l’interruttore differenziale, va guardato da un elettricista. Il rilevatore e i suoi fili non si aprono da soli.
Si può scrivere anche su WhatsApp, con una foto dell’apparecchio e dell’etichetta del modello: aiuta a capire cosa serve prima del sopralluogo.
- Che tipo di rilevatore è: fumo, gas, monossido o combinato.
- Cosa succede: suona, emette un segnale breve, è spento, fa saltare la corrente.
- Se il problema è cominciato dopo un temporale, un lavoro o un guasto.
- Se il rilevatore è collegato ad altri apparecchi o a un pannello d’allarme.
Domande frequenti
Il rilevatore di monossido sostituisce il controllo della caldaia o della stufa?
No. Il DPR 16 aprile 2013, n. 74, art. 7, affida controllo e manutenzione degli impianti termici a ditte abilitate, con la cadenza scritta nelle istruzioni dell’installatore. Il rilevatore avvisa di un problema, il controllo serve a prevenirlo.
Un rilevatore di gas va bene sia per il metano sia per il GPL?
Non sempre. Ci sono modelli pensati per un gas e modelli per l’altro, e anche il punto dove si mette può cambiare. Il gas rilevato è scritto sulla confezione e nelle istruzioni del produttore.
Un rilevatore dura per sempre?
No. La durata la indica il produttore, e spesso sull’apparecchio c’è una data entro cui va sostituito. Quando si avvicina, conviene prevedere il cambio con lo stesso tipo di rilevatore o con uno equivalente.
Si può collegare il rilevatore all’allarme di casa?
Dipende dal modello di rilevatore e da quello dell’allarme. Lo valuta la ditta che ha montato l’allarme, guardando se il pannello accetta quel tipo di segnale.
Fonti
- «Il DM 22 gennaio 2008, n. 37 (art. 1, comma 2) vale per gli impianti al servizio degli…»: www.normattiva.it/atto/caricaDettaglioAtto (consultata il 12 ottobre 2026).
- «DPR 16 aprile 2013, n. 74, art. 7»: www.normattiva.it/atto/caricaDettaglioAtto (consultata il 12 ottobre 2026).