Rilevatori di fumo e di gas in casa: chi li monta e dove vanno messi?

A pila o collegati all’impianto elettrico: in quali stanze si mettono di solito i rilevatori di fumo, gas e monossido, chi li collega e cosa fare se suonano.

di Cablomaz (Paese) · pubblicato il

Lettura: 7 minuti

In breve. I rilevatori a pila non toccano l’impianto e si fissano come dicono le istruzioni del produttore. Quelli collegati all’impianto elettrico li collega un elettricista; la valvola sul tubo del gas la monta un’impresa abilitata per il gas. Di solito si mettono in cucina, nella stanza della stufa o della caldaia e vicino alle camere. Se suonano si esce di casa e si chiama chi può intervenire.

In ottobre tornano accese stufe, camini e caldaie, e chi ci chiama ci chiede spesso un rilevatore. Le domande sono sempre le stesse: quale tipo serve, dove si mette, chi lo collega. Qui mettiamo in ordine le risposte, con una regola chiara: altezze e distanze le scrive il produttore, non le diamo a voce.

Che differenza c’è fra un rilevatore a pila e uno collegato all’impianto?

Il rilevatore a pila funziona da solo con la sua batteria; quello collegato prende corrente dall’impianto elettrico di casa e va installato da un elettricista.

Il rilevatore a pila è un apparecchio autonomo: si fissa al soffitto o al muro e non tocca i fili di casa. La pila va cambiata quando lo dice il produttore, e di solito l’apparecchio avvisa con un segnale quando la carica sta finendo.

Il rilevatore collegato all’impianto elettrico è alimentato dalla corrente, spesso con una batteria di riserva per quando la corrente manca. Alcuni modelli si collegano fra loro: quando suona uno, suonano anche gli altri. Altri modelli comandano una valvola sul tubo del gas o mandano il segnale a un pannello.

Rilevatore a pila e rilevatore collegato all’impianto: le differenze principali
AspettoA pilaCollegato all’impianto
AlimentazioneLa sua batteriaLa corrente di casa, spesso con batteria di riserva
Chi lo installaSi fissa seguendo le istruzioni del produttoreUn elettricista, perché tocca l’impianto elettrico
Collegamento con altri rilevatoriDipende dal modelloPossibile su molti modelli
Valvola sul tubo del gasNoPossibile, montata da un’impresa abilitata per il gas

Fumo, gas o monossido: quale rilevatore serve con stufa, camino e caldaia?

Dipende da cosa c’è in casa: il fumo riguarda tutti, il monossido chi ha fiamme accese, il gas chi ha un impianto a gas.

Sono tre apparecchi diversi, che sentono cose diverse. Un rilevatore di fumo non si accorge del monossido, e uno per il metano non è detto che vada bene per il GPL: il gas che rileva è scritto nelle istruzioni del produttore.

  • Rilevatore di fumo: si accorge di un principio d’incendio, utile in qualsiasi casa.
  • Rilevatore di monossido di carbonio: serve dove brucia qualcosa, come stufe a legna o a pellet, camini e caldaie.
  • Rilevatore di gas: serve dove arriva il metano o il GPL, per esempio in cucina o vicino alla caldaia.
  • Esistono anche apparecchi che uniscono più rilevatori in uno: cosa sentono lo dice la scheda del produttore.

In quali stanze si mettono di solito i rilevatori?

Di solito si mettono dove c’è la fonte del rischio e dove si dorme: cucina, stanza della stufa o della caldaia, corridoio delle camere.

Il rilevatore di gas si mette nella stanza dove c’è l’apparecchio a gas, come la cucina o il locale caldaia. Il rilevatore di monossido va nella stanza della stufa, del camino o della caldaia, e spesso anche vicino alle camere. Il rilevatore di fumo si mette di solito nei corridoi e nelle zone dove si dorme.

A che altezza e a che distanza da finestre, fornelli e angoli va messo lo scrivono le istruzioni del produttore. Le indicazioni cambiano col tipo di rilevatore e col gas che deve sentire: per questo non diamo misure a voce, le leggiamo sul foglio del modello scelto.

Chi collega un rilevatore all’impianto elettrico e chi lavora sul gas?

Il collegamento all’impianto elettrico lo fa un elettricista; la valvola sul tubo del gas la monta un’impresa abilitata per gli impianti a gas.

Il DM 22 gennaio 2008, n. 37, all’art. 1, vale per gli impianti degli edifici, fra cui quelli elettrici e quelli a gas. L’art. 8 dello stesso decreto chiede di affidare installazione, ampliamento e manutenzione straordinaria di questi impianti a imprese abilitate.

Quando veniamo a vedere dove collegare un rilevatore, guardiamo da dove può arrivare la corrente, come passano i fili nella stanza e se il modello scelto va collegato ad altri apparecchi. Se serve una valvola sul gas, quella parte la fa la ditta abilitata per il gas, e le due imprese si mettono d’accordo.

Cablomaz si occupa di impianti elettrici a Paese e nei comuni intorno, fino a Treviso. Il sopralluogo per il preventivo non si paga: prima veniamo a vedere, poi il preventivo.

Cosa si fa se il rilevatore di gas, fumo o monossido suona?

Si prende sul serio ogni allarme: si esce di casa e si chiama subito chi può intervenire, senza accendere niente.

Un allarme non si considera mai un falso allarme prima di aver capito cosa è successo. Che il rilevatore abbia sbagliato lo stabilisce il tecnico, non chi è in casa.

  1. Se suona il rilevatore di gas: niente fiamme, non si accendono né si spengono luci ed elettrodomestici.
  2. Si esce di casa con tutte le persone e gli animali.
  3. Da fuori si chiama il pronto intervento del proprio distributore del gas, il cui numero è scritto in bolletta.
  4. Se suona il rilevatore di fumo o di monossido: si aprono le finestre, si esce e si chiamano i soccorsi.
  5. Si rientra solo quando chi è intervenuto dice che si può.

Cosa raccontare all’elettricista se un rilevatore collegato dà problemi?

Servono il tipo di rilevatore, cosa fa di strano e da quando: bastano poche righe e, se possibile, una foto.

Un rilevatore collegato che emette un segnale breve e ripetuto, che non si accende o che fa scattare il salvavita, vale a dire l’interruttore differenziale, va guardato da un elettricista. Il rilevatore e i suoi fili non si aprono da soli.

Si può scrivere anche su WhatsApp, con una foto dell’apparecchio e dell’etichetta del modello: aiuta a capire cosa serve prima del sopralluogo.

  • Che tipo di rilevatore è: fumo, gas, monossido o combinato.
  • Cosa succede: suona, emette un segnale breve, è spento, fa saltare la corrente.
  • Se il problema è cominciato dopo un temporale, un lavoro o un guasto.
  • Se il rilevatore è collegato ad altri apparecchi o a un pannello d’allarme.

Domande frequenti

Il rilevatore di monossido sostituisce il controllo della caldaia o della stufa?

No. Il DPR 16 aprile 2013, n. 74, art. 7, affida controllo e manutenzione degli impianti termici a ditte abilitate, con la cadenza scritta nelle istruzioni dell’installatore. Il rilevatore avvisa di un problema, il controllo serve a prevenirlo.

Un rilevatore di gas va bene sia per il metano sia per il GPL?

Non sempre. Ci sono modelli pensati per un gas e modelli per l’altro, e anche il punto dove si mette può cambiare. Il gas rilevato è scritto sulla confezione e nelle istruzioni del produttore.

Un rilevatore dura per sempre?

No. La durata la indica il produttore, e spesso sull’apparecchio c’è una data entro cui va sostituito. Quando si avvicina, conviene prevedere il cambio con lo stesso tipo di rilevatore o con uno equivalente.

Si può collegare il rilevatore all’allarme di casa?

Dipende dal modello di rilevatore e da quello dell’allarme. Lo valuta la ditta che ha montato l’allarme, guardando se il pannello accetta quel tipo di segnale.

Fonti

  1. «Il DM 22 gennaio 2008, n. 37 (art. 1, comma 2) vale per gli impianti al servizio degli…»: www.normattiva.it/atto/caricaDettaglioAtto (consultata il 12 ottobre 2026).
  2. «DPR 16 aprile 2013, n. 74, art. 7»: www.normattiva.it/atto/caricaDettaglioAtto (consultata il 12 ottobre 2026).
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